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Come aprire la partita IVA con il regime forfettario

Di comeonline 27/06/2026 3 min di lettura

Vuoi metterti in proprio o avviare un’attività da libero professionista? Il primo passo è aprire la partita IVA, e per chi inizia il regime forfettario è spesso la scelta più semplice e conveniente. Vediamo, in modo chiaro, requisiti, vantaggi e come si fa — tenendo presente che per i casi specifici è sempre bene farsi affiancare da un commercialista.

Il regime forfettario è il regime agevolato pensato per le persone fisiche con partita IVA individuale. Si può applicare se nell’anno precedente i ricavi o compensi non superano gli 85.000 euro. Prevede un’imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% nei primi cinque anni per le nuove attività, a certe condizioni) e una gestione contabile semplificata.

Chi può accedervi

Il forfettario è riservato alle persone fisiche che esercitano un’attività d’impresa, un’arte o una professione in forma individuale. Il requisito principale è non aver superato, nell’anno precedente, gli 85.000 euro di ricavi o compensi. Esistono però alcune cause di esclusione (ad esempio determinati regimi IVA speciali o il controllo di società collegate): vale la pena verificarle con un professionista.

I vantaggi principali

  • Tassazione agevolata: un’unica imposta sostitutiva al 15%, che scende al 5% nei primi cinque anni per le nuove attività.
  • Niente IVA in fattura: non si addebita l’IVA ai clienti e non la si versa.
  • Contabilità semplificata: meno adempimenti rispetto al regime ordinario.
  • Niente ritenuta d’acconto sui compensi.

Cosa sapere prima di partire

Nel forfettario il reddito non si calcola sottraendo analiticamente i costi, ma applicando ai ricavi un coefficiente di redditività che dipende dal tipo di attività (codice ATECO). Questo significa che le spese sostenute, in genere, non si deducono: per alcune attività è molto vantaggioso, per altre meno. Anche i forfettari, inoltre, devono emettere fattura elettronica.

Come si apre, in pratica

L’apertura della partita IVA è gratuita e si fa presentando l’apposita dichiarazione di inizio attività all’Agenzia delle Entrate, indicando il codice ATECO corretto; va inoltre gestita l’iscrizione previdenziale (INPS o cassa professionale). Si può fare in autonomia tramite i servizi telematici, ma affidarsi a un commercialista aiuta a scegliere bene il codice attività e a evitare errori. Le informazioni ufficiali sono sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Aprire la partita IVA si accompagna spesso a una nuova organizzazione del lavoro, magari da casa: se è il tuo caso, può tornarti utile la guida su come organizzarsi al meglio nello smart working.

Le domande che si fanno tutti

Posso aprire la partita IVA forfettaria se sono già dipendente?

In genere sì, ma ci sono condizioni legate al reddito da lavoro dipendente e ad alcune cause di esclusione: meglio verificarle con un commercialista.

Quanto costa aprire la partita IVA?

L’apertura in sé è gratuita; vanno però considerati contributi previdenziali, imposta sostitutiva ed eventuale parcella del commercialista.

Cosa succede se supero gli 85.000 euro?

Superata la soglia, dall’anno successivo si esce dal forfettario; oltre i 100.000 euro l’uscita è immediata nello stesso anno. È bene monitorare i ricavi durante l’anno.

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce la consulenza di un commercialista o di un professionista abilitato.

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