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Come proteggere la privacy online: consigli pratici

Di comeonline 22/06/2026 3 min di lettura

Ogni giorno lasciamo tracce online senza accorgercene: un’app a cui diamo accesso a tutto, un post pubblico di troppo, un “accetta tutti i cookie” cliccato per fretta. Nessun allarmismo: non serve sparire dalla rete, basta qualche abitudine per restare padroni dei propri dati. Vediamo le più efficaci, quelle che fanno davvero la differenza.

Proteggere la privacy online significa soprattutto decidere consapevolmente cosa condividere e con chi. Tre mosse danno il 90% del risultato: limitare i permessi di app e social, pensarci due volte prima di pubblicare informazioni personali e gestire i cookie invece di accettarli a occhi chiusi.

Meno dati condividi, meglio è

Il principio guida è semplice: il dato più sicuro è quello che non fornisci. Quando un’app o un sito ti chiedono informazioni, chiediti se sono davvero necessarie. Una torcia che vuole accedere a contatti e posizione, per esempio, dovrebbe farti alzare un sopracciglio. Concedi solo i permessi indispensabili e revoca quelli che non servono.

Sistema le impostazioni dei social

I social network nascono per condividere, quindi le impostazioni predefinite tendono a rendere pubblico molto di te. Vale la pena dedicare dieci minuti a rivedere chi può vedere i tuoi post, le foto e le informazioni del profilo, e a disattivare ciò che non ti serve, come la posizione o la visibilità del numero di telefono.

Gestisci i cookie, non subirli

Quel banner che salta fuori su ogni sito non è solo un fastidio: dietro “accetta tutti” ci sono spesso decine di tracciatori pubblicitari. Prenditi un secondo per scegliere “rifiuta” o “personalizza” quando puoi: i cookie tecnici, necessari al funzionamento, restano comunque attivi, ma eviti la profilazione non indispensabile.

Proteggi gli accessi

La privacy passa anche dalla sicurezza degli account: se qualcuno entra nella tua email, accede a mezza vita digitale. Per questo è fondamentale usare una password sicura e diversa per ogni servizio. Conoscere i propri diritti aiuta: puoi sempre chiedere a un’azienda quali tuoi dati possiede, correggerli o farli cancellare. Tutte le informazioni ufficiali sono sul sito del Garante per la protezione dei dati personali.

Attenzione a ciò che pubblichi

Una foto delle vacanze in tempo reale racconta a tutti che la casa è vuota; il nome del primo animale o della scuola può essere la risposta a una domanda di sicurezza. Pubblicare è un attimo, ma online resta a lungo: il filtro migliore è chiedersi “tra un anno, sarò contento che questo sia in giro?”.

Le domande che si fanno tutti

La navigazione “in incognito” mi rende anonimo?

No. Evita che la cronologia resti sul tuo dispositivo, ma non ti rende invisibile al sito che visiti né al tuo provider. È utile, ma non è anonimato.

Posso far cancellare informazioni che mi riguardano?

In molti casi sì: la normativa europea riconosce il diritto di chiedere la rettifica o la cancellazione dei propri dati, oltre al “diritto all’oblio” entro certi limiti.

Le app gratuite come guadagnano?

Spesso proprio con i dati: è il motivo per cui vale la pena controllare quali permessi chiedono e cosa raccolgono.

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