Lago di Sorapis: come arrivare al gioiello turchese delle Dolomiti

Un lago dal colore turchese così irreale da sembrare finto, incastonato tra le guglie delle Dolomiti, sotto lo sguardo del “Dito di Dio”: il Lago di Sorapis è una delle mete escursionistiche più amate e fotografate d’Italia. Ma raggiungerlo richiede gambe buone e un po’ di attenzione. Vediamo come arrivare, quanto ci vuole e cosa sapere prima di partire.
Il Lago di Sorapis si trova nelle Dolomiti d’Ampezzo (Patrimonio UNESCO) e si raggiunge solo a piedi. Il percorso più diretto è il sentiero CAI 215, che parte dal Passo Tre Croci (circa 1.805 m) e richiede all’incirca 2 ore di cammino, con difficoltà media (sentiero E) e alcuni tratti esposti attrezzati. Il suo inconfondibile colore turchese è dovuto alle finissime polveri di roccia del ghiacciaio.
Perché quel colore turchese
La prima domanda che tutti si fanno davanti a questo specchio d’acqua è: perché è così azzurro? Il merito è delle finissime polveri di roccia trasportate dal ghiacciaio del Sorapis: quando il ghiaccio si scioglie, queste particelle restano in sospensione nell’acqua e si depositano sul fondale, riflettendo la luce in modo particolare e generando quelle sfumature turchesi, quasi opaline, che rendono il lago unico. La tonalità cambia persino nell’arco della giornata, a seconda della luce e del meteo.
Come arrivare: il sentiero 215
Il Lago di Sorapis non è raggiungibile in auto: ci si arriva solo camminando. La via più classica e frequentata è il sentiero CAI 215, con partenza dal Passo Tre Croci (a circa 9 km da Cortina d’Ampezzo e 3 da Misurina), dove si lascia l’auto. Il percorso:
- dura in media circa 2 ore all’andata (altrettante al ritorno), a seconda dell’allenamento;
- ha un dislivello contenuto ma non trascurabile;
- è ben segnalato, quindi difficile perdersi;
- alterna tratti facili nel bosco a passaggi più impegnativi, con scalette metalliche e tratti di cengia esposti, attrezzati con cavo d’acciaio.
Vicino al lago si trova il Rifugio Vandelli, ottimo punto d’appoggio per una sosta, un pranzo o il pernottamento (aperto solo in stagione).
Difficoltà: da non sottovalutare
Attenzione a un punto importante: pur non essendo un’escursione da veri alpinisti, il sentiero va preso sul serio. È classificato come “E” (escursionistico), ma i tratti esposti e le scalette possono mettere in difficoltà chi soffre di vertigini o non è abituato a camminare in montagna. Servono scarpe da trekking adeguate, acqua, e va evitato con maltempo, quando i passaggi attrezzati diventano scivolosi. Non è adatto a passeggini e richiede prudenza con i bambini piccoli.
Una regola d’oro: non fare il bagno
Per quanto l’acqua turchese sia invitante, il Lago di Sorapis non è balneabile. È un ecosistema fragile e la presenza dell’uomo ne altererebbe l’equilibrio, facendogli perdere proprio quel colore che lo rende speciale (oltre al fatto che l’acqua è gelida). Vale la stessa regola di ogni ambiente di montagna: non lasciare rifiuti e riportare tutto a valle.
Quando andare
Il periodo ideale va dalla tarda primavera all’autunno, quando la neve si è sciolta e i sentieri sono percorribili in sicurezza. In piena estate, però, il lago è molto frequentato: per goderselo con più calma conviene partire presto al mattino. Se ami i paesaggi d’acqua e le curiosità della natura, dai un’occhiata anche alla storia del Lago Hillier, il misterioso lago rosa. Per informazioni sui sentieri il riferimento è il portale del comprensorio delle Dolomiti.
Le domande che si fanno tutti
Quanto ci vuole per arrivare al Lago di Sorapis?
Circa 2 ore di cammino a tratta lungo il sentiero 215 dal Passo Tre Croci, a seconda del passo e delle soste.
Si può arrivare in auto?
No: si può arrivare in auto solo fino al Passo Tre Croci, poi il lago si raggiunge esclusivamente a piedi.
È un’escursione adatta a tutti?
È di difficoltà media: ci sono tratti esposti e scalette metalliche. Serve un minimo di allenamento e attenzione, e va evitata con maltempo.


