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NASpI: come funziona l’indennità di disoccupazione

Di comeonline 22/06/2026 3 min di lettura

Perdere il lavoro è già abbastanza stressante senza doversi perdere anche tra sigle e burocrazia. Se la cessazione non dipende da te, però, esiste una rete di sostegno che è bene conoscere: si chiama NASpI ed è l’indennità di disoccupazione gestita dall’INPS. Vediamo a chi spetta, quanto dura e — soprattutto — entro quando va richiesta, perché i tempi contano.

La NASpI è un’indennità mensile per chi perde involontariamente un lavoro da dipendente. Spetta a chi ha versato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi quattro anni, va richiesta all’INPS entro 68 giorni dalla fine del rapporto e dura per un numero di settimane pari alla metà di quelle contributive degli ultimi quattro anni.

A chi spetta

La NASpI è pensata per i lavoratori con un rapporto di lavoro subordinato che hanno perso l’occupazione involontariamente: quindi in caso di licenziamento, ma anche, ad esempio, per la scadenza di un contratto a termine. Di norma non spetta a chi si dimette volontariamente, salvo i casi particolari previsti dalla legge (come le dimissioni per giusta causa o durante la maternità).

I requisiti

Per avere diritto all’indennità servono due condizioni: trovarsi in stato di disoccupazione e aver accumulato almeno tredici settimane di contributi nei quattro anni precedenti. Presentando la domanda si rilascia anche la cosiddetta “dichiarazione di immediata disponibilità” al lavoro, un passaggio che fa parte del percorso.

Quanto dura e quanto spetta

La durata si calcola in modo semplice: la NASpI viene erogata per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contributi versate negli ultimi quattro anni. L’importo è legato allo stipendio medio percepito in quel periodo, entro un tetto massimo che l’INPS aggiorna ogni anno; dopo alcuni mesi l’assegno inizia a ridursi gradualmente. È un sostegno-ponte, pensato per accompagnare verso un nuovo impiego.

Come e quando fare domanda

La domanda si presenta solo online all’INPS (con SPID, CIE o CNS) oppure tramite patronato, ed è il passaggio da non sottovalutare: va inviata entro 68 giorni dalla cessazione del lavoro, pena la perdita del diritto. L’indennità decorre dall’ottavo giorno successivo alla fine del rapporto. Tutti i dettagli, i requisiti aggiornati e il servizio per la domanda sono nel dossier ufficiale dell’INPS sulla NASpI.

Intanto, riparti col piede giusto

La NASpI dà respiro per cercare con calma la prossima opportunità. Approfittane per rimettere a punto la tua candidatura: un buon punto di partenza è la guida su come scrivere un curriculum efficace.

Le domande che si fanno tutti

Se trovo un nuovo lavoro, perdo la NASpI?

Dipende. Con un nuovo impiego l’indennità si sospende o cessa; in alcuni casi di lavoro a basso reddito può ridursi e proseguire. Vanno sempre comunicate le variazioni all’INPS.

Posso ricevere la NASpI in un’unica soluzione?

Sì, esiste la “NASpI anticipata”: chi vuole avviare un’attività autonoma può chiederne la liquidazione in un’unica somma, a determinate condizioni.

I periodi di NASpI valgono per la pensione?

Sì, sono coperti da contribuzione figurativa, accreditata senza costi a carico del lavoratore.

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