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Regole del basket spiegate semplici: la guida base per capire una partita

Di comeonline 13/06/2026 3 min di lettura

L’essenziale in breve. Nel basket due squadre da cinque giocatori si sfidano per segnare più punti, lanciando la palla nel canestro avversario. Un canestro normale vale 2 punti, 3 se segnato da oltre la linea dei tre punti, 1 punto per ogni tiro libero. La palla si fa avanzare palleggiando o passando: tenerla in mano camminando è “passi”. Esistono limiti di tempo precisi per attaccare ed errori, detti falli, che possono regalare tiri liberi agli avversari.

Il basket è uno sport spettacolare e velocissimo, ma alla prima partita può sembrare un susseguirsi di fischi incomprensibili. In realtà le regole di base sono poche e logiche: una volta capite queste, seguire una gara — dal vivo o in TV — diventa molto più appassionante. Ecco le fondamentali.

L’obiettivo e il campo

Due squadre si affrontano, con cinque giocatori in campo ciascuna. Lo scopo è semplice: mandare la palla nel canestro avversario, una rete sospesa a poco più di tre metri da terra, e impedire agli altri di fare lo stesso nel proprio. Vince chi, allo scadere del tempo, ha totalizzato più punti.

Come si contano i punti

  • 2 punti per un canestro segnato da dentro l’area dei tre punti.
  • 3 punti per un canestro segnato con i piedi oltre la linea dei tre punti.
  • 1 punto per ogni tiro libero realizzato, cioè i tiri assegnati dopo certi falli, eseguiti senza opposizione.

La durata della partita

Una gara è divisa in periodi (i “quarti”). La durata di ciascun quarto varia a seconda del regolamento adottato — nei campionati professionistici si va in genere dai 10 ai 12 minuti effettivi a quarto — con un intervallo più lungo a metà partita. Il cronometro si ferma a ogni interruzione di gioco, quindi la durata reale è più lunga del tempo “sulla carta”. In caso di parità si giocano tempi supplementari finché una squadra non prevale.

Come si muove la palla

Per far avanzare la palla ci sono due modi: palleggiare (farla rimbalzare a terra mentre ci si muove) oppure passarla a un compagno. Camminare o correre tenendo la palla in mano senza palleggiare è l’infrazione di “passi”. Anche riprendere a palleggiare dopo essersi fermati con la palla in mano (la “doppia”) non è consentito.

I limiti di tempo da conoscere

Il basket impone tempi precisi per evitare gioco passivo:

  • La squadra che attacca ha un numero limitato di secondi per tirare (il celebre limite “dei 24 secondi” nelle leghe professionistiche).
  • Dopo aver recuperato palla nella propria metà campo, c’è un tempo massimo per superare la linea di metà campo.
  • Un attaccante non può restare troppo a lungo nell’area avversaria (regola dei “tre secondi”).

I falli

Un fallo è un contatto irregolare con un avversario. A seconda della situazione, comporta la rimessa in gioco della palla o l’assegnazione di tiri liberi. Ogni giocatore può commettere solo un certo numero di falli prima di essere escluso dalla partita; anche le squadre, superato un limite di falli per periodo, concedono tiri liberi agli avversari. È per questo che, nel finale, le squadre in svantaggio “fanno fallo” di proposito: per fermare il cronometro e sperare in un errore ai liberi.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra basket e pallacanestro?

Nessuna: “pallacanestro” è semplicemente il nome italiano dello stesso sport.

Cosa significa “fallo in attacco”?

È un fallo commesso da chi ha la palla, ad esempio caricando un difensore che ha già preso posizione. La palla passa agli avversari.

Perché a volte il tabellone si illumina di rosso?

Indica lo scadere del tempo per il tiro o la fine del periodo: serve a stabilire con precisione se un canestro è valido.

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